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Re: Tensioni pericolose...

Discussioni su tutto ciò che riguarda l'elettronica e le sue applicazioni
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Nutshell
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Re: Tensione-Corrente: soglia di pericolo...

Messaggio da Nutshell » 22/09/2008, 10:37

Mmm.. quindi io sono morto e non lo sapevo!? Oh mio dio!! 

Ho preso la scossa dall'ampli la prima volta che l'ho acceso.. 490V 400mA..    :wacho:  Ho fatto un volo di 2 metri e ho sbattuto con l'armadio alle mie spalle.. :coppa:

A parte gli scherzi (ma la scossa l'ho presa davvero).. non capisco alcune cose. La batteria della macchina per esempio, da 40A l'ho toccata molte volte su entrambi gli elettrodi, ma non ho mai avvertito nulla. Mentre so per certo che se va in corto fonde qualunque cosa. Addirittura nelle auto da rally mettono un dispositivo che stacca la batteria se c'è un incidente, perchè se tocca da qualche parte e va in corto rischia di fondere il telaio dell'auto!

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luix
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Re: Tensione-Corrente: soglia di pericolo...

Messaggio da luix » 22/09/2008, 22:08

Dipende dal giro che fa la corrente, se passa da un braccio all'altro quindi con molta probabilità di passare per il cuore, c'è il rischio che tu entri in fibrillazione ventricolare, questo succede solo se l'impulso prende il cuore in un breve periodo della sua attività che ora non ricordo come si chiama...

Il rischio c'è, il 90% delle volte senti il formicolio ma può andare peggio!

Poi la corrente che ti scorre addosso dipende dalla tua resistenza corporea, di solito l'uomo viene dato nelle norme cei per 3k quindi con 12/3k hai circa 4mA, mentre se la metti in corto la batteria rilascia tutti i suoi bei 40-100A (ma anche di più) che sono una corrente mostruosa!!!

Se ti interessa qualcosa in più ho trovato questo http://www.tesionline.com/intl/pdfpubli ... /4963p.pdf
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User61
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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da User61 » 30/11/2017, 10:07

Mi sembra ci sia un po' di confusione su questo tema delicato. Le normative (scritte da tecnici che conoscono bene l'argomento) indicano come 30 mA la soglia di pericolosità che viene considerata mortale se mantenuta per un tempo superiore ai 0.5 secondi, per una persona adulta ed in buona salute. Aggiungono anche le tensioni al limite della pericolosità verso terra di 25 V rms in corrente alternata, e 60 V in corrente continua.
A queste tensioni la pelle ha un'ottima resistività (decine di kOhm), resistività che però cala drasticamente al crescere della tensione o in caso di pelle lesionata o bagnata.
Negli impianti casalinghi è fondamentale un buon impianto di terra e l'interruttore automatico differenziale (il salvavita) che da alcuni anni è obbligatorio montare all'ingresso del centralino.
Il differenziale è progettato per sganciare dalla rete tutto l'impianto elettrico in caso di dispersione di corrente verso terra ed interviene in tempi dell'ordine dei decimi di secondo per correnti di dispersione di 30 mA (in realtà interviene anche con valori di corrente di dispersione attorno ai 20 mA, ma i tempi si allungano).
Per noi il problema sta nel fatto che i nostri ampli valvolari non hanno protezioni contro le scariche elettriche e il differenziale di casa interviene solo in caso di dispersione di corrente ALTERNATA, non interviene se la dispersione è in continua o se la scarica elettrica avviene tra fase e neutro senza scaricarsi a terra. Conviene perciò limitarsi ad intervenire sugli ampli solo se vengono scollegati dalla rete. I condensatori poi sono un altro problema perché possono mantenere una carica elettrica per diverso tempo. Un buon metodo per controllare se i condensatori hanno la possibilità di scaricarsi in tempi brevi è quella di verificare sullo schema se hanno qualche resistenza in parallelo o che collega a massa il polo in tensione. Per calcolare in linea di massima il tempo di scarica di un condensatore, è utile calcolare la costante di tempo "τ". Per far questo basta moltiplicare il valore del condensatore (in farad) col valore della resistenza di scarica (in ohm). Si ottiene così il tempo in secondi per avere una scarica del 60% circa. Dopo circa 4 τ si considera il condensatore scarico al 90%.
Un buon tester ci da comunque la conferma che sia tutto a posto per poter procedere a lavorare all'interno degli ampli, non sia mai che si sia guastata la resistenza che doveva scaricare a massa il condensatore!!

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da piadina » 01/12/2017, 13:59

il differenziale non può intervenire se al interno del ampli c'è un trasformatore con separazione galvanica (TA), perche di fatto ti isola l'amp dalla rete esterna.

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da piadina » 01/12/2017, 14:08

per le batterie di solito si fa riferimento alla loro capacità, ad esempio 60 Ah, significa che la batteria può erogare 60 A per un arco di tempo di un ora, oppure 30 A per 2 ore e cosi via. mentre se la metti in corto (resistenza tra poli praticamente nulla) la batteria va in corto e si fa riferimento alla corrente di corto circuito che va ben sopra i 500 A. o esplode oppure fonde oppure si scarica

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da User61 » 03/12/2017, 18:24

piadina ha scritto:
01/12/2017, 13:59
il differenziale non può intervenire se al interno del ampli c'è un trasformatore con separazione galvanica (TA), perche di fatto ti isola l'amp dalla rete esterna.
Sono d'accordo, è stata una mia dimenticanza. Ciò non toglie che il differenziale normalmente usato nelle abitazioni, NON funziona con la corrente continua (esistono differenziali di tipo B che funzionano anche in continua, ma sono poco usati in quanto costano molto).
Riguardo al tuo discorso sulle batterie invece, mi sembra un po fuori tema, penso che nessuno usi il proprio ampli valvolare alimentato a batterie. Forse ti riferivi ai condensatori, ma questi non hanno capacità cosi grosse

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da kagliostro » 03/12/2017, 21:10

Piadina, nel suo ultimo post, sicuramente faceva riferimento a quanto in precedenza detto da Nutshell
La batteria della macchina per esempio, da 40A l'ho toccata molte volte su entrambi gli elettrodi, ma non ho mai avvertito nulla.
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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da User61 » 03/12/2017, 22:26

Ah, ok. Mi è sfuggito il riferimento a quel post, scusa.
La tensione della batteria non riesce a "bucare" elettricamente la pelle, per cui corrente non ne passa, ma se la prendi sulla lingua o se hai la pelle lesionata....te ne accorgi alla grande

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da Vicus » 04/12/2017, 0:22

User61 ha scritto:
03/12/2017, 18:24
piadina ha scritto:
01/12/2017, 13:59
il differenziale non può intervenire se al interno del ampli c'è un trasformatore con separazione galvanica (TA), perche di fatto ti isola l'amp dalla rete esterna.
Sono d'accordo, è stata una mia dimenticanza. Ciò non toglie che il differenziale normalmente usato nelle abitazioni, NON funziona con la corrente continua (esistono differenziali di tipo B che funzionano anche in continua, ma sono poco usati in quanto costano molto).
Riguardo al tuo discorso sulle batterie invece, mi sembra un po fuori tema, penso che nessuno usi il proprio ampli valvolare alimentato a batterie. Forse ti riferivi ai condensatori, ma questi non hanno capacità cosi grosse
Non è proprio vero, l'isolamento galvanico è solo un bene perché se il secondario non ha nessun riferimento a terra non c'è rischio di folgorazione se si tocca un solo punto sotto tensione. Negli ampli invece la massa dell'alimentazione è collegata e terra come lo è la scocca dell'amplificatore quindi ogni dispersione verso terra fa scattare il differenziale. Faccio notare che il differenziale non è collegato a terra quindi non sa niente su come sia il circuito di messa a terra. Semplicemente fa la differenza in modulo tra fase e neutro e se questa è superiore alla soglia allora scatta. Sul discorso continua non regge perché la continua degli ampli è comunque ricavata dall'alternata in uscita da un trasformatore quindi a tot corrente continua corrisponde tot corrente alternata e scatta lo stesso.

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da robi » 04/12/2017, 1:05

Vicus ha scritto:
04/12/2017, 0:22
User61 ha scritto:
03/12/2017, 18:24
Ciò non toglie che il differenziale normalmente usato nelle abitazioni, NON funziona con la corrente continua
Sul discorso continua non regge perché la continua degli ampli è comunque ricavata dall'alternata in uscita da un trasformatore quindi a tot corrente continua corrisponde tot corrente alternata e scatta lo stesso.
Ciao Vicus, non colgo come il differenziale possa scattare se io faccio involontariamente da conduttore fra l'anodica e massa.

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da Vicus » 04/12/2017, 10:05

Si è vero, in quel caso non scatta. Ma non dipende certo dal fatto che l'anodica è raddrizzata.

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da robi » 04/12/2017, 11:52

Vicus ha scritto:
04/12/2017, 0:22
Negli ampli invece la massa dell'alimentazione è collegata e terra come lo è la scocca dell'amplificatore quindi ogni dispersione verso terra fa scattare il differenziale.
In realtà Vicus non trovo corretta neppure questa affermazione. Se io ho un capo del secondario a massa e tocco l'altro, il differenziale non scatta neppure quando io sono "ben cotto". Il differenziale agisce solo a monte del trasformatore.

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Re: Tensioni pericolose...

Messaggio da User61 » 04/12/2017, 17:51

robi ha scritto:
04/12/2017, 11:52
In realtà Vicus non trovo corretta neppure questa affermazione. Se io ho un capo del secondario a massa e tocco l'altro, il differenziale non scatta neppure quando io sono "ben cotto". Il differenziale agisce solo a monte del trasformatore
Vicus, sono d'accordo con robi e ti assicuro che il differenziale "sente" solo l'alternata, in quanto funziona con lo stesso principio di un trasformatore con 2 avvolgimenti in controfase, uno in serie al filo di fase, l'altro su quello di neutro. Il campo magnetico creato dal primo è uguale e contrario a quello del secondo, solo se le correnti sono uguali. In un terzo avvolgimento ausiliario si induce una tensione se c'è uno sbilanciamento tra la corrente in entrata e quella in uscita. Ma questo funziona ovviamente solo in alternata perché in continua non ho variazione di campo magnetico e quindi nemmeno tensioni indotte.
Per la continua ci sono dei differenziali appositi, di classe B.

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